Con Anna e Silvia e gli altri detenuti in sciopero della fame

Dal 29 maggio Anna e Silvia, due anarchiche detenute in attesa di giudizio nel carcere dell’Aquila, hanno iniziato uno sciopero della fame, seguite da altri cinque compagni detenuti nelle carceri italiane.

Hanno intrapreso questa forma di protesta per denunciare le condizioni di estremo rigore nella sezione di AS2 (Alta Sorveglianza per prigionieri politici).

Queste condizioni sono diventate nel carcere dell’Aquila di fatto molto simili per durezza e pervasività di controlli a quelle vissute dai detenuti sottoposti al regime di 41 bis, presenti in gran numero in questo carcere di massima sicurezza.

Ci sono mille considerazioni per attaccare il sistema di differenziazione alla base della logica repressiva del 41 bis e delle sezioni di Alta Sorveglianza, in quanto sistema di tortura di Stato e strategia di divisione e annichilimento della popolazione carceraria.

In questo momento tuttavia la nostra urgenza è dettata dal sostegno ad una scelta di lotta coraggiosa e radicale che arriva a mettere in gioco il proprio corpo e la propria stessa vita.

Crediamo che questa scelta non debba lasciare indifferente nessuno e che dovrebbe stare a cuore anche a chi cerca di portare un po’ di umanità dietro le sbarre.

Sui corpi di Anna e Silvia si gioca un esercizio di dominio repressivo che va persino aldilà delle stesse regole di cui l’ordinamento giuridico si è dotato riguardo alle differenziazioni di regimi carcerari. Di fatto al carcere dell’Aquila la sezione di AS2 non è altro che una sorta di 41 bis attenuato che ugualmente impone controlli pervasivi e degradanti ed il più stretto isolamento tra i detenuti e le detenute e tra questi ed il mondo esterno.

Lo stato vuole annichilire il corpo e lo spirito di coloro che sono stati etichettati come nemici pubblici.

Per questo sosteniamo la richiesta dei detenuti in sciopero della fame del trasferimento dall’AS2 dell’Aquila e la chiusura di quella sezione.

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